Archivio di settembre 2009

Break.

giovedì 17 settembre 2009

img_vivere

Ci sono giorni in cui è come se non fossi più tu.
E’ come si ti prendessi una vacanza da quello che sei.
Così rispondi alle mail a cui normalmente non risponderesti, mangi quello che non mangeresti, parli come non parleresti.
Lo sai che dura poco e forse è per quello che è divertente. Ed è anche quasi rassicurante.
Cosa sarà mai.
Fregartene per un po’. Chiamare, scrivere, comprare. Tutto va bene purché non abbia senso. Tutto purché non abbia niente a che fare con te.
Poi ti accorgi che il break è finito, è ora di tornare a casa e allora butti le schifezze nel frigo, ti riappropri del tuo linguaggio e, lentamente, ridiventi quello che sei sempre stato.
Perché ti sia capitato non lo sai, cerchi qualche definizione prima di spegnere il computer e andare a dormire, ma non la trovi.
Forse è più semplice di quanto pensi.
Magari aveva ragione quel tuo vecchio amico strampalato che ogni tanto faceva qualche cosa che nessuno capiva e se provavi a chiedergli il motivo rispondeva semplicemente, con gli occhi limpidi e sinceri.
“Beh, volevo vivere ancora un po’”.
Così diceva.
Volevo vivere.
Ancora un po’.

Scrivanie in ordine (ovvero contenuti e comportamenti)

giovedì 3 settembre 2009

ombra

J. lo conosco da una vita.
E lui da una vita conosce me.
E sempre da una vita, o almeno da molto tempo, mi ripete che basta poco a capire le persone.
Poco? chiedo sempre io.
Si poco, ripete sempre lui.
Beh, J. riesce a semplificare tutto. E’ il suo lavoro, credo. Capire che tipo ha davanti nel più breve tempo possibile, senza girarci troppo intorno. Poche categorie, poche parole per identificare i tratti essenziali dell’esemplare umano in questione. Mica è roba facile eh. Infatti io sono mediamente un disastro. Lui lo fa da dio.
Basta eliminare i contenuti, dice lui.
Guarda i comportamenti e elimina tutto il resto, ripete. Le parole sono fuorvianti. Affascinanti e bellissime, a volte, ma fuorvianti.
Infatti J. non è che stia lì a domandare di sogni ricorrenti o farsi raccontare ricordi d’infanzia. Se lo fa è solo per divertirsi. Perché potrebbe anche chiedere la ricetta della pasta al pomodoro e sarebbe lo stesso.
Lo stesso per lui, ovviamente.
Così dice J. e così ogni volta io cerco di ricordare questa semplice regola.
Scordati i contenuti, guarda i comportamenti.
Per una come me, che di parole ci vive, non è mica immediato.
Scordati i contenuti, guarda i comportamenti.
Ok.
E finisce che, ogni tanto, ci penso la notte, quando è ora di andare a dormire, come stasera, perché prima di addormentarsi uno vorrebbe sempre avere chiaro un po’ tutto. Non che sia capitato niente, però ogni tanto viene voglia di capire. Succederà anche a te no? Come quando all’improvviso pensi che potresti anche mettere in ordine la scrivania.
E’ solo un attimo però.
Perché poi pensi anche che la scrivania non ce l’hai, il computer è sempre in giro e i libri anche.
E forse hai anche sonno.
Allora, mentre ti butti sul letto, prometti che te lo ricorderai per un’altra volta. Giuri.