Archivio di agosto 2009

Coincidenze.

venerdì 14 agosto 2009

coincidenze Questo post l’ho rimandato almeno una decina di volte. Ma l’ho promesso a E. , alla sua estate da salvare e a quella specie di strana forma che assume il caso quando assomiglia a un destino. E allora stasera è la sera giusta. Fa troppo caldo per dormire e troppo silenzio, in questa città fantasma, per sentirsi veri, in carne ed ossa. Un far west desolato in cui cercare una pistola di parole, un duello di punteggiatura mentre un fazzoletto di frasi cade a terra.

Questo post l’ho promesso ad E. perché parla di coincidenze. E lui alle coincidenze ci crede. Si, sapete quelle cose che accadono e vi sembra che siano così meravigliosamente collegate alla vostra vita da essere un segno, un’indicazione, una riga che unisce finalmente due punti.
Sono quei momenti in cui sembra che la vostra vita improvvisamente vi parli.
E non lo fa con il solito casino che si perde in un fiume di eventi, persone, discorsi e azioni.
No.
Sembra che fermi tutto, senza preavviso, e dica adesso mi state ad ascoltare.
E, siccome sa anche essere affascinante, a volte, la vita, lo farà in un modo incantevole.
Ordinato, preciso.
E incantevole.

Ecco, il mio amico E. quando la vita sembra parlargli, in quel modo lì, ammaliante, sorprendente e indimenticabile, non capisce più niente e si immerge completamente. Si affaccia su quell’ordine improvviso e lo abbraccia. C’è chi rimane a guardare. Lui è uno di quelli che si butta.
Poi però torna da una delle sue serate, si siede sul divano, prende una birra e mi chiede cosa ne penso.
Mi chiede se esistono le coincidenze, che cosa sono, cosa ci stanno a fare lì, a sorprenderci.

E’ tardi e in giro non c’è nessuno. Milano d’agosto, due amici che lavorano e che si raccontano cosa succede là fuori mentre dalla finestra non si vedono che vetri e porte chiuse.

Sembra che la vita vi parli, dicevo.
Ecco, ribaltate tutto.
E’ come un gioco di prestigio.
Sembra che lei vi parli e invece siete voi a parlare a lei.
Siete voi a mettere in ordine e poi sorridere senza rendervi conto di averlo fatto: le coincidenze sono il nostro modo di leggere la vita e di renderla meravigliosa. Siamo continuamente bombardati da incontri fortuiti di persone e avvenimenti… ma noi ne registriamo solo alcuni. La stragrande maggioranza delle coincidenze, scriveva Kundera, rimane inosservato.

Lo so già che a E. la mia spiegazione non piacerà, in realtà non è meno romantica della sua, ma forse lui non lo sa.

La sua birra finisce, la mia rimane nel bicchiere.
Si aspetta una frase-invisibilia, come le chiama lui, ma io una frase-invisibilia non gliela posso dire. Non adesso.
E quindi non gli dico niente. Di Kundera, del nostro modo di vedere e ricordare quello che succede. Di come certe cose ce le appiccichiamo addosso da soli, ai ricordi, ai racconti, ai sorrisi di mezza estate. Non gli dico niente di tutto questo.
Mi alzo. Metto i bicchieri nel lavandino e poi mi giro.
“Certo. E’ incredibile.”